Maurizio Gregorini e Raffaella Belli

Sabato 11 giugno alle ore 19.00 ai Magazzini della Lupa di Tuscania un affascinante incontro letterario con Maurizio Gregorini e Raffaella Belli che ci presenteranno i loro ultimi lavori poetici “L’odore del nulla o l’eresia del Cristo scomposto” e “Elitra diafana- Partitura” con l’intervento di Agostino Raff e Vincenza Fava. Maurizio Gregorini, giornalista, scrittore e poeta ritorna alla poesia dopo nove anni con un inedito volume in cui: “La tenuta, la tensione al calor bianco non deve nulla alle influenze culturali del circostante. Questa poesia è gloriosamente isolata, si percepisce prorompente, nativa. Ha la vivezza e talvolta l’oscurità oracolare di una voce altra che travolge il parlante. Così sarà il lettore a gestire con libera volontà la comparazione al potente e cosmico L’Être et le Néant di Sartre, ai giardini di Lorca la parola musicale e accorata; allo sdegno blasfemo di Artaud la violenza di approccio; al percorso tormentoso di Huysmans il cammino nei rovi della Speranza come virtù teologale; all’Ulrich musiliano l’apertura finale alla trascendenza della stessa dottrina ; o richiamare le semplici sublimi altezze di Caterina, delle due Terese, di Juan de la Cruz, fino a Turoldo” scrive Agostino Raff nella postfazione. Dieci anni separano il nuovo libro di poesie di Raffaella Belli dal suo esordio in versi, avvenuto con “Pensieri d’azzurro”; tempo in cui la poetessa ha potuto maturare ed accettare con chiarezza, dentro di sé, la peculiare voce della sua poesia, un canto che sfugge alla cronologia e si impossessa di una sequenza privata, tutta intrisa di musica, che interagisce con la cognizione del potere creativo. “La tematica della natura, ricorrente nella sua opera quanto il bisogno intimo di mostrarne all’altro il suo spettacolo, fa sì che il poeta ponga il suo sentire al limite del comprensibile, tuttavia nitidamente chiaro se ‘letto’ con attenzione in ogni sua parola espressiva: “Un tuffo scellerato/ mi portò ad infrangere il mare./ Con un’altra carezza/ l’onda generosa/ accolse gli inquieti deliri”” scrive Maurizio Gregorini nella prefazione.

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